Grouchomarxismo. Fintascienza. E altro.

Periferia galattica

waxen:

Domani è il primo compleanno di Diecimila.me e, per festeggiare, il regalo ve lo facciamo noi! Su Amazon è uscito “Non potevo aspettare che morissi per rifarmi una vita”: l’eBook di Diecimila.me con prefazione di @casalegglo, a soli 0.89€. Buona lettura!
Con le preziose collaborazioni di Massimo Santamicone (Azael), Gaspare Bitetto (Waxen), Cristiano Mix Micucci (Mix), Emanuele Vannini (Van deer Gaz), Pierluca Coiro (Spaam), Radimir Roberto (Coqbaroque), Woland Junker (Woland) e Franco Sardo (Demerzelev)
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I miracoli sono un bel problema, non c’è che dire. Anche definirli non è facile. Una sospensione delle leggi naturali? Ai credenti non so mica se starebbe bene, una definizione del genere. Dire che un miracolo è l’interruzione della norma scientifica è come dire che la religione fa da tappabuchi. E ci sono pochissimi buchi, oltretutto. Che poi, se di miracoli ce ne fossero di più, alla fine verrebbe fuori una regolarità, e allora sarebbe scienza. Punto e a capo. Un evento altamente improbabile? Difficile accontentarsi di una definizione che si adatta anche al 6 del Superenalotto. Dovrebbe trattarsi di un evento unico, tipo un 7 al Superenalotto. Difficile. C’è anche il fatto che il miracolo, oltre che raro, anzi unico, come evento, dev’essere positivo. Se all’improvviso Sondrio sparisse nel nulla, disintegrata, annichilata, parleremmo forse di miracolo? Non credo. Al limite di botta di culo.
-Miracoli | Diecimila.me

Lui sopra, lei sotto. Lei sopra, lui sotto. Lei sopra, lui sotto al letto, perché è arrivato il marito di lei. Lui sotto, lei sopra, in volo, a un metro-un metro e mezzo, perché lui è un vero mago, a letto. Lei sopra, lui sotto, giù in strada, che aspetta da mezz’ora, perché lei a prepararsi ci mette un po’. Lei sotto, lui sopra, sul tetto, in collegamento telefonico, che regola la parabola di Sky che s’è spostata col vento e fra un’ora c’è la Champions. Lei sopra un treno che la riporta a casa della madre, lui sotto al bar a fare lo sbruffone con gli amici del calcetto, e a chiedere quanti minuti devono stare nel microonde quei primi precotti (che son buonissimi eh). Lei sopra la pedana dei testimoni, lui sotto accusa per averle ucciso il gatto, dopo che si erano lasciati. Lui sotto a un treno, fisicamente, perché lei se n’è scappata con la migliore amica, di lui, e tutto il conto corrente; lei sopra un aereo diretto in Jamaica, con la migliore amica, di lui, e grandi progetti per il futuro. Lei sopra l’auto, lui sotto, così impara a guardare le altre sbavando.
-Posizioni sessuali (classiche e meno classiche) | Diecimila.me

Esserci deve esserci, quello che arriva secondo come Papa. Oddio, se tutti i cardinali votano lo stesso nome, allora no, non c’è il secondo, c’è solo il primo, c’è il Papa. Un Papa che s’è autovotato, però. Sai che figuraccia? Facciamo che è impossibile, perciò un secondo classificato c’è. Noi non sappiamo chi è, però c’è. I cardinali lo sanno, lui compreso, ma non possono dirlo, sennò li scomunicano. Funziona così. Lui, però, il secondo, lo sa, che è arrivato secondo. Primo, il Papa; lui, niente. Allora, adesso che il Papa, quello che è arrivato primo all’ultimo Conclave, ha deciso di dimettersi, chissà come l’ha presa quello che è arrivato secondo. Deve aver pensato “Eh, se non se la sentiva, poteva anche dirlo subito, lo facevo io. Che modo è? Anche questo regolamento stile the winners take it all, cos’è, gli Abba?”. Insomma, secondo me, a quello che arrivò secondo al Conclave, adesso un po’ gli tira il culo.
-Quello che è arrivato secondo al Conclave | Diecimila.me

Mi ci sono voluti un paio di giorni, poi alla fine la verità mi è balzata all’occhio nella sua disarmante semplicità. Il primo errore è stato quello di credere nella spiegazione più semplice: l’incapacità, l’ingenuità, il panico dettato dall’enorme responsabilità. Niente, i conti non tornavano. L’errore successivo è stato diametralmente opposto: cercare uno schema nelle cose, l’applicazione della più cieca razionalità, quella del piano ingegnoso, deviato, fantapolitico. Ancora niente da fare. Poi, a un passo dal panico, ho capito. Ogni elemento è andato al suo posto. Internet come base di lancio, i temi, i toni, le dinamiche, la dialettica, le reazioni altrui. Ora tutto ha senso. Beppe Grillo è il più grande troll che il mondo abbia mai conosciuto. E come ogni buon troll, il suo obiettivo è il caos.
-Come trollare una nazione intera | Diecimila.me

Racconta un’antica leggenda norrena che un contadino di nome Scrav, avendo cresciuto un bel maiale di buona stazza fino a farlo diventare florido e pasciuto, decise infine, al giunger dell’inverno, di farne salumi, di cui andava parecchio ghiotto. Scrav preparò allora tutto l’occorrente, affilò coltelli e mescolò spezie; poi si diresse da Lomy, il maiale, per porre fine alla sua vita. Mentre era lì per lì per ucciderlo, Lomy cacciò un grido e iniziò a parlare. Scrav, impietrito, ascoltò l’animale che lo redarguiva, un po’ a parole un po’ a grufolii: “Che fai, Scrav, m’uccidi? Non siamo forse stati bene assieme? Tu m’accudivi, e io ti gironzolavo attorno, facendoti compagnia. Quell’acida di tua moglie, quei furfanti dei tuoi figli, ti sono forse stati vicini quanto me? No, Scrav, non l’hanno fatto. Eppure sei qui, pronto a sacrificarmi per soddisfare la tua gola. Però non lo farai, caro Scrav, perché siamo amici, e non vuoi che il mio spettro ti perseguiti notte e giorno finché vivi”. Allora Scrav strinse forte a sé Lomy e lo uccise. E quando Lomy tornò dall’oltretomba per la sua vendetta, Scrav lo prese e ci fece delle tendine, perché del maiale non si butta via niente, nemmeno il fantasma.
-La storia di Scrav e Lomy | Diecimila.me

Tu, che vivi la tua vita da homo technologicus, tu, che compri tutti quegli apparecchi – i device, come li chiami tu –, tu, che ti circondi ogni giorno e ogni ora di una moltitudine di prodotti partoriti dalla grande madre, l’elettronica di consumo, tu, che il primo pensiero che hai è come proteggerli dalle intemperie, dall’usura, dagli accidenti anche banali, ma devastanti – come, che so, una caduta – tu, proprio tu, ti sei mai chiesto se venga prima l’apparecchio o la custodia? Tu, che sorridi alla sola domanda, che ti suona ovvia, se non addirittura scema, cosa ne sai? Ti è mai successo di chiederti se venga prima l’uovo o la gallina? E allora, ti sei anche risposto?
-Contenuti e contenti | Diecimila.me

Insomma, che fine hanno fatto davvero i dinosauri? Davvero sono morti, scomparsi, estinti? Morte naturale o incidente? La storia dell’asteroide che si schianta sulla Terra e alza il polverone e oscura il sole e muoiono le piante e non c’è più da mangiare, bisogna prenderla come una morte naturale o come una morte violenta? Allora, al giorno d’oggi, la fame nel mondo, come bisogna classificarla? Qualcuno poi dice “erano troppo grossi, mangiavano troppo”, facendone una specie di problema d’obesità, tipo gli Americani. Che se ne siano semplicemente andati è difficile. Al massimo si può pensare che si siano nascosti, i dinosauri. Certo devono essere molto bravi, così grandi, a non farsi vedere. Non ne è mai stato avvistato uno. Però, se sono molto furbi, ci può anche stare.
-La verità, vi prego, sui dinosauri | Diecimila.me

Si dice che studiare la storia serva a non ripetere gli errori di chi è venuto prima di noi. Suona un po’ una scemenza, non credete? Se fosse così, appena i libri di storia fossero iniziati a circolare, ci sarebbe stato un evidente calo degli errori commessi. Lì per lì non si sarebbe notato, ma col tempo l’andamento decrescente sarebbe balzato all’occhio. Ogni generazione avrebbe sistemato qualcosa che era andato storto in precedenza Un meraviglioso meccanismo di debugging della vicenda umana. Invece non è andata così. Anzi, solo negli ultimi 100 anni sono stati commessi degli errori da brivido, che ancora fatichiamo a concepire. Allora forse di errori se ne fanno sempre e comunque di nuovi. Oppure la storia non l’ha mai studiata sul serio nessuno.
-Errore di memoria | Diecimila.me

Avete presente quei coltellini tascabili pieni di accessori? Quelli che di solito son rossi con lo stemma crociato, che non si capisce bene se vuol dire che sono svizzeri o vaticani? Ecco, ne ho uno con: coltello lungo, coltello corto, apriscatole, apribottiglie, seghetto, lima da unghie, righello (scala in centimetri e pollici), lente d’ingrandimento, cacciavite, chiave a brugola del 12, martello, pialla, saldatore a stagno, livella, uncinetto, prolunga elettrica, asse da stiro, pendrive, penna, temperino, porta USB, secchiello per il ghiaccio, doppio flûte, torcia, calcolatrice, piastra per capelli, segnalibro, accendino, posacenere, 8 metri di corda, compressore, gancio da traino, richiamo per germani reali, bussola, puntatore laser, dizionario multilingua, spray al peperoncino, specchio e fischietto. Che poi a me serve più che altro la livella.
-Consumismo (una forma di) | Diecimila.me