Grouchomarxismo. Fintascienza. E altro.

Periferia galattica

Il mio cane si chiama Bernardo. Fosse un San Bernardo, non sarebbe il bastardo che è. Abbaia continuamente, in do minore, e non ha alcun senso del ritmo, cosa che m’impedisce sempre di percuoterlo a dovere. Picchio, picchio, eppure resta un cane. La questione razziale è carta moschicida per i tanti Francesco d’Assisi falliti che incontro. Se fossi davvero circondato da santi sarei in paradiso, invece qui è tutto parco. Caga, Bernardo, dai! Ma è inutile accanirsi, ho un cane statico. Muoverlo a compassione è impossibile. Pure le spinte non hanno effetto, lui va dritto per la sua strada. Canuto com’è, cosa volete che capisca. Avrà pure il diritto di fare tutto a rovescio. Ritraggo il guinzaglio, ma il quadro della situazione non è dei migliori. Torniamo a casa. Giuro, la prossima volta a botte. E comunque, siamo così tanto nella merda che un poca di meno non ci fa caso nessuno.
-Incroci (un post che non ho capito tanto nemmeno io) | Uraniborg.it

E se uno è innamorato della propria auto? O del cane? Oppure è un amante della lettura. Cosa fa? Chi porta a cena, un volume della Treccani? Cosa mangia la Treccani? È per caso vegetariana, e quindi cannibale? Il cane, da questo punto di vista, è più facile, ma al ristorante non lo fanno entrare. Con l’auto la questione sarebbe ancora più complicata, per le dimensioni, anche si trattasse di un’utilitaria. La si può portare al McDrive, questo sì, ma non ci fate certo una bella figura. Mi sa che l’unica è essere innamorati di una persona. Allora mi sorge il sospetto che quest’amore, alla fin fine, è più che altro una questione di comodità.
-D’amore, di morte e di altre sciocchezze | Diecimila.me