Luglio 2010
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Berlusconi ha rotto con Fini. Non sarò certo io a mettermi in mezzo perché facciano pace. Se hanno litigato avranno i loro sacrosanti motivi, che non mi interessano.
M’interessano invece quelli che appena s’è diffusa la notizia sono andati in iperventilazione e hanno iniziato a parlare di caduta del governo, di fine della legislatura e di elezioni anticipate.
Ora, io di politica ne capisco poco, però mi basta un’occhiata al calendario per vedere che praticamente siamo in agosto, e l’Italia funziona così: ad agosto i cinema sono chiusi. E perché un governo cada ci vogliono gli spettatori.
ps: sì, ci sono i cinema all’aperto, le “arene estive”, però mandano i film della passata stagione, mica quelli nuovi.
In base a una ricerca del MIT si può viaggiare indietro nel tempo senza causare paradossi. Ora tutti a uccidere Hitler, dai!
Sospetto che le donne che si identificano nelle fate e gli uomini che si identificano nei gladiatori siano categorie antropologiche che non avrò il piacere di veder scomparire nell’arco della mia esistenza.
Per quanto possa suonare sorprendente, quando nel 2002 Berlusconi disse che Luttazzi aveva fatto un uso criminoso della tv pubblica, affermò il vero. Anche se, com’è ovvio, lui non si riferiva al diritto d’autore.
Seguitemi.
Diciamo che sono il capo del governo. Diciamo che, oltre a essere il capo del governo, ho un grande potere mediatico, nel senso che sono proprietario, anzi, ex prorietario, ma è rimasto tutto in famiglia, di gruppi editoriali, network televisivi ecc. Insomma, se ne ho voglia posso riuscire a manipolare l’informazione, almeno quella più seguita, quella dei grandi numeri. Quando non ne ho voglia lo fanno i vari sudditi, automaticamente, senza nemmeno chiederglielo.
Ora - seguitemi - diciamo che esiste un mezzo, che è Internet, che non è mio. In generale non è di nessuno. (il che è strano, no? una cosa che non è di nessuno, boh). Non ha i numeri di giornali e televisione, questo è vero, ma cresce e inizia a fare la sua parte nel mondo dell’informazione. Questo mezzo che si chiama Internet è regolato da norme piuttosto vaghe: c’è più libertà che sugli altri mezzi. E poi ognuno può far sentire la propria voce: c’è molta più libertà che sugli altri mezzi.
In questa rete c’è tanta gente che mi critica, ma non riesco a comprarla, non riesco a zittirla, non riesco a controllarla. Questa cosa mi rompe il cazzo, e non poco. Decido: ci faccio una legge. Il potere per farlo ce l’ho.
Però: se faccio (fare) una legge che miri direttamente a Internet, succede un casino, non si riesce a portarla fino in fondo come vorrei. Ho bisogno di una strategia più ampia. Mi tocca far finta di voler dar fuoco a tutto il campo per bruciare solo una pianta.
Prendo la legge per zittire questi tizi della rete e la applico a tutta l’informazione: giornali, tv e compagnia bella. Ovviamente il motore si avvia al primo colpo: reazioni di sdegno, polemiche, scioperi, marce, intervento di organismi internazionali, maggioranza in bilico, fantasmi di crollo del governo.
Quando la polvere s’abbassa, alcuni rimettono mano alla legge, la sistemano, l’aggiustano, come in segno di sfida nei miei confronti. Loro esultano. Io m’incazzo. Cioè: faccio finta d’incazzarmi. Faccio la figura dello sconfitto. Ho perso, sì, stavolta ho perso. “Hai visto? Le ha prese! Da tutti: dai suoi, dagli altri. E’ una vittoria della democrazia”. Sì, col cazzo.
La legge va avanti così, incipriata, con un filo di trucco, come piace a me. Ma il trucco, anche se poco, c’è. Le regole per zittire la rete, piccole, silenziose, restano. Bastano poche parole, non serve mica un bavaglio vero. E poi non mi metto di certo a usarle subito: lascio passare del tempo. Oh, magari non le uso nemmeno, se non ne ho il bisogno. Le lascio lì, a far finta che non esistano.
A mio comodo.
Le pubblicità progresso non funzionano perché la gente va al supermercato ma sugli scaffali l’intelligenza non la trova.
Afghanistan, si è aperta la Conferenza di Kabul. Ore 10: Discorso d’apertura del Presidente Karzai. Ore 11: Coffee break. Ore 11.30: Pagamento dei dividendi. Ore 12.30: Buffet.
Non ci vuole un genio della comunicazione per abbindolare gli Italiani. Basterebbe una scimmia con un megafono. Anzi, è bastata.
Se nell’universo esistono contemporaneamente Scarlett Johansson e Daniele Capezzone il disegno divino dev’essere davvero d’infinita complessità.
Scoppia lo scandalo della P3. Io aspetto quello della P1, poi compro il cofanetto.
Certo che l’ufficio stampa della Epson dev’essere il migliore di tutti.
Soldi del Sisde per ristrutturare la casa di Scajola.
Ecco perché non ne sapeva niente.
L’Onu interviene sul ddl intercettazioni: “abolire o modificare”.
Basterà chiamarlo preventivo.
Questa mattina mi sono svegliato. Il che dona al resto della giornata un discreto alone d’ottimismo.
La Spagna ha vinto la finale. Io tifavo Olanda. Niente paella, prendo l’insalata di mare.